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Fotovoltaico e blackout: cosa succede senza corrente?

18 ago
Tempo di lettura: 4 min


Avere i pannelli solari significa continuare ad avere energia quando manca la corrente? È una delle domande più frequenti tra chi possiede un impianto o sta pensando di installarlo.

La risposta può sorprendere: durante un blackout, un normale impianto fotovoltaico collegato alla rete si spegne, anche se è pieno giorno. Per continuare ad alimentare la casa o l’azienda servono componenti specifici, come una batteria, un inverter compatibile e una funzione di backup correttamente progettata.


Fotovoltaico e blackout in una casa con sistema di accumulo


Fotovoltaico e blackout: l’impianto continua a funzionare?

Un impianto fotovoltaico standard connesso alla rete, chiamato anche “on-grid”, non continua normalmente a fornire energia durante un blackout.

Quando l’inverter rileva l’assenza di tensione, interrompe automaticamente il funzionamento dell’impianto. I pannelli continuano a ricevere la luce solare, ma l’energia non viene messa a disposizione dell’abitazione.

Non si tratta di un malfunzionamento, ma di una misura di sicurezza prevista dalle regole tecniche di connessione alla rete.



Perché il fotovoltaico si spegne?

Durante un’interruzione, i tecnici potrebbero dover intervenire sui cavi della rete pubblica. Se un impianto continuasse a immettere elettricità, i cavi potrebbero rimanere sotto tensione e rappresentare un pericolo.

Per questo il sistema di protezione scollega automaticamente l’impianto quando rileva l’assenza della rete. Il riferimento tecnico per gli impianti collegati in bassa tensione è la norma CEI 0-21. Lo spegnimento automatico protegge gli operatori, l’impianto e la rete elettrica.


Una batteria di accumulo è sufficiente?

Non sempre. È uno degli equivoci più comuni.

La batteria conserva l’energia prodotta durante il giorno per utilizzarla la sera o quando i consumi superano la produzione dei pannelli. Questo permette di aumentare l’autoconsumo e ridurre l’energia acquistata dalla rete.

Tuttavia, la sola presenza della batteria non garantisce energia durante un blackout. Generalmente servono:

  • Una batteria con capacità e potenza adeguate.

  • Un inverter compatibile con il funzionamento di emergenza.

  • Una funzione EPS o backup.

  • Un sistema che separi l’impianto dalla rete pubblica.

  • Una linea elettrica dedicata alle utenze essenziali.

L’interesse verso queste soluzioni è in crescita: secondo Italia Solare, su dati Terna-GAUDÌ, al 31 marzo 2026 in Italia risultavano circa 919.000 sistemi di accumulo elettrochimico.


Inverter ibrido e batteria per il backup di un impianto fotovoltaico

Come funziona il backup fotovoltaico?

La funzione EPS, acronimo di “Emergency Power Supply”, permette al sistema di creare una piccola rete elettrica locale, separata dalla rete pubblica.

Quando manca la corrente, l’abitazione viene alimentata dalla batteria e, se il blackout avviene durante il giorno, anche dall’energia prodotta dai pannelli.

L’attivazione può richiedere un breve tempo di commutazione, variabile in base all’inverter. Per server, apparecchiature medicali o dispositivi particolarmente sensibili potrebbe essere necessario un UPS professionale.



Quali apparecchi possono rimanere accesi?

Un sistema di backup non deve necessariamente alimentare tutta la casa. Spesso è più conveniente predisporre una linea dedicata alle utenze essenziali:

  • Frigorifero e congelatore.

  • Illuminazione principale.

  • Modem e connessione internet.

  • Sistemi di allarme e videosorveglianza.

  • Cancello elettrico.

  • Alcune prese dedicate.

Elettrodomestici come forno, piano a induzione, climatizzatori e colonnina per l’auto elettrica hanno assorbimenti più elevati e richiedono una valutazione specifica.

La capacità della batteria indica quanta energia può essere conservata, mentre la potenza di scarica stabilisce quanti apparecchi possono funzionare contemporaneamente.

Per esempio, con 8 kWh utilizzabili e un consumo medio di 0,4 kW, l’autonomia teorica sarebbe di circa 20 ore. Nella realtà bisogna considerare perdite, riserva minima della batteria e variazioni dei consumi.


Quadro elettrico con linea di backup dedicata per impianto fotovoltaico.

Si può aggiungere il backup a un impianto esistente?

In molti casi sì, ma bisogna verificare modello dell’inverter, compatibilità con l’accumulo, tipologia di impianto e potenza richiesta.

Se l’inverter non è compatibile, potrebbe essere necessario sostituirlo oppure installare un sistema di accumulo con una configurazione differente. Solar Power può effettuare un’analisi dell’impianto attraverso il servizio di assistenza post-vendita e revamping.

La valutazione deve essere effettuata da personale qualificato: una batteria più grande non garantisce automaticamente maggiore continuità se inverter e quadro elettrico non sono predisposti correttamente.



E nelle aziende?

Per un’azienda, un blackout può interrompere computer, sistemi di sicurezza, celle frigorifere o macchinari.

Un impianto con accumulo e backup può mantenere attive le utenze prioritarie, ma non sostituisce automaticamente un UPS o un generatore di emergenza. È necessario individuare i carichi critici, la potenza richiesta e il tempo massimo di interruzione accettabile.



Come preparare l’impianto a un blackout

Se stai valutando un nuovo impianto fotovoltaico residenziale, è utile considerare fin dall’inizio la predisposizione per accumulo e backup.

Solar Power analizza consumi, caratteristiche dell’immobile e apparecchi da mantenere operativi, progettando soluzioni su misura per abitazioni e aziende in Emilia-Romagna e Toscana.

Hai già un impianto? Possiamo verificarne la compatibilità e valutare gli interventi necessari. Richiedi una consulenza gratuita e scopri quale configurazione è adatta alle tue esigenze.


Domande frequenti

I pannelli producono durante un blackout?

Ricevono la luce solare, ma un impianto standard interrompe l’erogazione. Per utilizzare l’energia serve una funzione di backup.

No. Servono anche un inverter compatibile e un sistema che separi correttamente l’impianto dalla rete pubblica.

Dipende dalla batteria, dalla potenza dell’inverter e dagli apparecchi collegati. Generalmente è preferibile alimentare solo le utenze essenziali.

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